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Il museo di Carlo Lasinio
Già nel corso del XVII e del XVIII secolo gli eruditi pisani immaginarono il Camposanto come museo patrio per le testimonianze epigrafiche ed artistiche . ![]() Alla fine del Settecento il progetto vide l'ingresso di lapidi con iscrizioni e pezzi provenienti dal pulpito disfatto di Giovanni Pisano . La nomina nel 1807 a Conservatore del Camposanto dell'incisore veneto Carlo Lasinio, ![]() docente dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, intento in quel periodo a riprodurre a stampa gli affreschi tre-quattrocenteschi dell'edificio, costituì una svolta nella storia del Camposanto, scelto come luogo ideale per ospitare un museo di sculture antiche, medievali e moderne acquisite in parte con l'indemaniazione dei beni ecclesiastici, in parte grazie a donazioni e in parte con opere pertinenti agli edifici monumentali della Piazza del Duomo. Fino al 1838, anno della sua morte, Lasinio collocò rilievi, busti, urnette, statuette, paliotti, frammenti di sarcofagi e capitelli lungo le pareti delle gallerie, secondo un criterio più rispondente a un gusto piacevole di arredo dettato da caratteri di simmetria che a una rassegna didattica tipologica. ![]() Nella seconda metà del secolo, per fare spazio a monumenti funebri e a lapidi celebrative, la disposizione delle opere data da Lasiniodisposizione delle opere data da Lasinio subì mutamenti e il numero delle sculture, dopo un primo incremento, diminuì alla fine del secolo con la creazione del Museo Civico . Con il nuovo secolo altri criteri espositivi, più propriamente storico-artistici, determinarono un nuovo allestimento per cronologia e gruppi di problemi critici. Nel 1935, anno della nascita del Museo dell'Opera del Duomo nei locali a piano terra del Palazzo dell'Opera della Primaziale, ![]() giunsero dal Camposanto le sculture medievali che vi erano rimaste. Il Museo ebbe però breve vita e, anche in forza degli eventi bellici, si trasformò in deposito. Nel 1946, in occasione della Mostra dedicata alla scultura pisana , ![]() nel nuovo Museo Civico e Nazionale di San Matteo furono trasferite alcune sculture. Nel 1986 le opere pertinenti agli edifici della piazza hanno trovato una sede definitiva nel nuovo Museo dell'Opera del Duomo ; quelle provenienti da altri luoghi sono state riunite nel Museo Nazionale di San Matteo e quelle di provenienza incerta saranno esposte in Camposanto. Approfondisci l'argomento. |